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	<title>linux Archivi - Fuffaware</title>
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	<description>Un sito che contiene solo fuffa!</description>
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		<title>USB Flash Disk &#8211; Mount problem solved ;) [0011:7788]</title>
		<link>https://www.fuffaware.it/2011/09/usb-flash-disk-mount-problem-solved-00117788/</link>
					<comments>https://www.fuffaware.it/2011/09/usb-flash-disk-mount-problem-solved-00117788/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Vicentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 10:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disk]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[mount]]></category>
		<category><![CDATA[usb]]></category>
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					<description><![CDATA[Mi è stata regalata questa bellissima chiavetta USB da 2GB a forma di Android. Purtroppo il mio sistema Linux non è in grado...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Mi è stata regalata questa bellissima chiavetta USB da 2GB a forma di Android. Purtroppo il mio sistema Linux non è in grado di montarla. Molto strano, anche perché non mi è mai capitato di avere problemi con le chiavette flash.</div>
<div style="text-align: justify;">Su un sistema Windows 7 la chiavetta viene riconosciuta come una generic flash disk da 2GB (la prima volta che viene montata segnala un errore incomprensibile, ma dalla seconda volta in poi non si lamenta più).<br />
<a name="more"></a></div>
<div style="text-align: justify;">Approfondisco la ricerca e cerco di capire con che tipo di chiavetta mi trovo a combattere. Con il comando <b>lsusb</b> ho visto che il device viene identificato come <b>0011:7788</b>. Cercando su google non ho trovato da nessuna parte il vendor 0011.</div>
<div style="text-align: justify;">Con il comando <b>dmsg</b> controllo che cosa dice il kernel:</div>
<pre>[   93.572705] usb 2-1.2: new high speed USB device using ehci_hcd and address 5
[   94.031439] usbcore: registered new interface driver uas
[   94.090164] Initializing USB Mass Storage driver...
[   94.090337] scsi6 : usb-storage 2-1.2:1.0
[   94.090520] usbcore: registered new interface driver usb-storage
[   94.090524] USB Mass Storage support registered.
[   95.084135] scsi 6:0:0:0: Direct-Access     Generic  Flash Disk       8.00 PQ: 0 ANSI: 2
[   95.085315] sd 6:0:0:0: Attached scsi generic sg2 type 0
[   95.088454] sd 6:0:0:0: [sdb] 4116480 512-byte logical blocks: (2.10 GB/1.96 GiB)
[   95.089036] sd 6:0:0:0: [sdb] Write Protect is off
[   95.089042] sd 6:0:0:0: [sdb] Mode Sense: 03 00 00 00
[   95.089045] sd 6:0:0:0: [sdb] Assuming drive cache: write through
[   95.091665] sd 6:0:0:0: [sdb] Assuming drive cache: write through
[   95.217642]  sdb: sdb1
[   95.219446] sd 6:0:0:0: [sdb] Assuming drive cache: write through
[   95.219449] sd 6:0:0:0: [sdb] Attached SCSI removable disk</pre>
<div style="text-align: justify;">Pare tutto in ordine, ma dopo qualche secondo compare anche questo messaggio:</div>
<pre>[  126.197842] usb 2-1.2: reset high speed USB device using ehci_hcd and address 5</pre>
<div style="text-align: justify;">
<p>Controllando meglio i messaggi del dmsg noto che la chiavetta viene riconosciuta con una capacità di 2.10GB &#8230; molto strano, solitamente i dischi sono esattamente 2GB.</p>
<p>Alla fine è arrivata la soluzione (anche grazie a questo <a href="http://fixfakeflash.wordpress.com/2008/12/11/about-vid-pid-repairing-counterfeit-flash-drives-steps-to-succeed/">post</a>). Il problema sta proprio nella definizione della capacità della chiavetta. Ho trovato due tools che girano su windows che ti permettono di identificare i dettagli della chiavetta e resettare le impostazioni della capacità.<br />
Per capire il tipo di chip, ho utilizzato il programma <a href="http://www.blogger.com/anonym.to/?http://www.mydigit.cn/mytool/ChipGenius.rar">ChipGenius</a>. Il quale ha restituito queste informazioni:</p>
</div>
<pre>Device Name: +[F:]+Periferica di archiviazione di massa USB(Generic Flash Disk USB Device)
PnP Device ID: VID = 0011 PID = 7788
Serial Number: 09086DF5
Revision: 8.00

Device Type: Standard USB device - USB2.0 High-Speed

Chip Vendor: Alcor
Chip Part-Number: FC8308

Product Vendor: (N/A)
Product Model: U

Tools on Web:  http://bbs.mydigit.cn/read.php?tid=148892
ccc</pre>
<div style="text-align: justify;">Bene, ora sappiamo che il chip è un FC8308.<br />
Ora non rimane che trovare il programma che risolve il problema per i chip FC8308.<br />
Seguendo le indicazioni riportate da ChipGenius sono finito su un sito cinese dove ho trovato il tool che mi serviva. Il tool si chiama <a href="http://anonym.to/?http://www.4shared.com/file/XbpMV0Qb/FC_MpTool_FC8308_FC8508_FC8406.html">FC_MpTool_FC8308_FC8508_FC8406</a> e la schermata che si presenta dopo aver lanciato l&#8217;eseguibil <b>FC MpTool.exe</b> è simile a questa:</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img width="400" height="226" border="0" /></a></div>
<p>Una volta inserita la chiavetta è possibile eseguire lo &#8220;Start&#8221; che consiste nel cancellare e riformattare la chiavetta impostando in modo corretto anche i paremetri come il vendor e la capacità.<br />
Dopo questa operazione la chiavetta sul mio sistema Linux magicamente ha iniziato a funzionare. Ora il comando <b>lsusb</b> vede questo device:</p>
</div>
<pre>Bus 002 Device 019: ID 058f:6387 Alcor Micro Corp. Transcend JetFlash Flash Drive</pre>
<div style="text-align: justify;">Mentre i messaggi del kernel sono questi:</div>
<pre>[13174.766857] usb 2-1.2: new high speed USB device using ehci_hcd and address 21
[13174.965700] scsi20 : usb-storage 2-1.2:1.0
[13175.958454] scsi 20:0:0:0: Direct-Access     Generic  Flash Disk       8.00 PQ: 0 ANSI: 2
[13175.959960] sd 20:0:0:0: Attached scsi generic sg2 type 0
[13175.961518] sd 20:0:0:0: [sdb] 3850240 512-byte logical blocks: (1.97 GB/1.83 GiB)
[13175.962125] sd 20:0:0:0: [sdb] Write Protect is off
[13175.962136] sd 20:0:0:0: [sdb] Mode Sense: 03 00 00 00
[13175.962143] sd 20:0:0:0: [sdb] Assuming drive cache: write through
[13175.964609] sd 20:0:0:0: [sdb] Assuming drive cache: write through
[13176.334922]  sdb:
[13176.336625] sd 20:0:0:0: [sdb] Assuming drive cache: write through
[13176.336634] sd 20:0:0:0: [sdb] Attached SCSI removable disk</pre>
<div style="text-align: justify;">Come si può vedere ora la dimensione rilevata è 1.97GB.</div>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Problemi con applicazioni a 32bit su sistemi a 64 &#8211; Ubuntu 11.04 (compreso Mint 11)</title>
		<link>https://www.fuffaware.it/2011/07/problemi-con-applicazioni-a-32bit-su-sistemi-a-64-ubuntu-11-04-compreso-mint-11/</link>
					<comments>https://www.fuffaware.it/2011/07/problemi-con-applicazioni-a-32bit-su-sistemi-a-64-ubuntu-11-04-compreso-mint-11/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Vicentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 15:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[eclipse]]></category>
		<category><![CDATA[ia32-libs]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<guid isPermaLink="false"></guid>

					<description><![CDATA[Ultimamente ho aggiornato il mio sistema all&#8217;ultima versione disponibile di Mint. La prima cosa che mi è saltata all&#8217;occhio dopo aver installato IBM...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente ho aggiornato il mio sistema all&#8217;ultima versione disponibile di Mint.<br />
La prima cosa che mi è saltata all&#8217;occhio dopo aver installato IBM Rational Application Developer 8.0 è che lo splash era diventato un quadratino piccolo e grigio. Subito non ho dato peso alla cosa e ho continuato a lavorare. A un certo punto ho dovuto cancellare un progetto dal workspace e qui riscontrato un problema &#8230; un bellissimo <b>NullPointer</b> e il progetto non si è cancellato.<br />
A questo punto ho girovagato un po&#8217; nel web e ho scoperto che il mio problema è portato da questo <a href="https://bugs.launchpad.net/ubuntu/+source/ia32-libs/+bug/783155">bug</a>.<br />
<a name="more"></a><br />
In parole povere, nella versione &#8220;natty&#8221; di Ubuntu è stato reintrodotto un bug nella gestione delle applicazioni a 32 bit, più precisamente nel pacchetto ia32-libs.<br />
Alla fine ho trovato un work-around:</p>
<pre>sudo ln -sf /usr/lib32/gdk-pixbuf-2.0/2.10.0/loaders.cache /usr/lib/gdk-pixbuf-2.0/2.10.0/loaders.cache.32</pre>
<p>Questi sono gli screenshot del mio desktop che fanno vedere cosa succedeva prima e dopo la patch.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img width="320" height="180" border="0" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img width="320" height="180" border="0" /></a></div>
<p>Lo stesso problema è stato riscontarto anche da un mio collega con Eclipse 3.6 a 32 bit (utilizzato per sviluppo Android)</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Aggiornare il daemon di DropBox su Linux</title>
		<link>https://www.fuffaware.it/2011/05/aggiornare-il-daemon-di-dropbox-su-linux/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Diego Vicentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2011 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dropbox]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<guid isPermaLink="false"></guid>

					<description><![CDATA[Ho scoperto che il daemon di DropBox non viene aggiornato in modo automatico. Per aggiornarlo ci sono 3 semplici passi. Stoppare il DropBox...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scoperto che il daemon di DropBox non viene aggiornato in modo automatico.<br />
Per aggiornarlo ci sono 3 semplici passi.</p>
<ol>
<li>Stoppare il DropBox client</li>
<li>Rimuovere l&#8217;installazione del daemon</li>
<li>Avviare il DropBox client con l&#8217;opzione <i>-i</i> (installa il demone se non disponibile sul sistema)</li>
</ol>
<p>Questi sono i comandi da eseguire nel terminale:</p>
<pre>dropbox stop
rm -rf $HOME/.dropbox-dist
dropbox start -i</pre>
<p>In questo modo i binary del demone vengono scaricati. Dalle preferenze si può vedere la versione corrente.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Come catturare tutto il traffico TCP e girarlo su un proxy HTTP o SOCKS in Linux</title>
		<link>https://www.fuffaware.it/2010/11/come-catturare-tutto-il-traffico-tcp-e-girarlo-su-un-proxy-http-o-socks-in-linux/</link>
					<comments>https://www.fuffaware.it/2010/11/come-catturare-tutto-il-traffico-tcp-e-girarlo-su-un-proxy-http-o-socks-in-linux/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Vicentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 17:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[proxy]]></category>
		<category><![CDATA[redsocks]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<guid isPermaLink="false"></guid>

					<description><![CDATA[Oggi (forse meglio dire da oggi in avanti) mi è capitato di dover utilizzare un proxy per potermi connettere a internet. Il dramma...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi (forse meglio dire da oggi in avanti) mi è capitato di dover utilizzare un proxy per potermi connettere a internet. Il dramma è stato che per poterlo fare avrei dovuto configurare ogni singola applicazione, dal browser al client di posta compreso il messenger, ecc. È vero, avrei potuto usare le <a href="http://library.gnome.org/users/user-guide/2.29/prefs-networkproxy.html.it" target="blank">preferenze del proxy di rete</a> che <b>Gnome</b> mette a disposizione (anche se non ho trovato dove mettere user e password ???), ma così non avrei potuto usare altri 1000 programmi (alcuni senza interfaccia grafica) che non ereditano questa configurazione (come ad esempio il mio amatissimo wget).</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href=""><img decoding="async" border="0" height="291" src="" width="320" /></a></div>
<p>In realtà il mio problema più grande deriva dal fatto che utilizzo il PC in un sacco di posti, e non ho proprio voglia di dover modificare la configurazione del proxy su tutte le applicazione tutte le volte che mi sposto.<br /><a name='more'></a><br />Così mi sono messo a cercare una soluzione più elegante e adatta alle mie esigenze.<br />Ho trovato la soluzione che fa per me! Si chiama <b><a href="http://darkk.net.ru/redsocks/" target="blank">RedSocks</a></b>, aiutato dal Firewall è in grado di <i>catturare</i> tutte le richieste di rete in uscita e <i>girarle</i> al proxy.<br />La configurazione non sembra molto complessa, anzi, il concetto di base è molto semplice.<br />Su quasi tutte le distrubuzioni Linux è presente iptables. Iptables è il programma con cui si configura Netfilter, un componente del kernel linux che permette di intercettare, manipolare e redirigere i pacchetti che transitano sulla scheda di rete.<br />La configurazione del sistema in questo modo risulta molto facile da gestire.</p>
<p><span style="font-size: large;">Come funziona</span><br />Si deve configurare&nbsp;Netfilter in modo che intercetti tutte le connessioni verso l&#8217;esterno (tutte quelle che vanno proxate) e che le giri al demone <a href="http://darkk.net.ru/redsocks/" target="blank">RedSocks</a>.<br />Infine è necessario configurare RedSocks in modo che riceva le richieste e che le possa passare al proxy.</p>
<p>La documentazione di RedSocks dice che può supportare i seguenti proxy: SOCKS4, SOCKS5 or HTTPS (HTTP/CONNECT). Io personalmente ho provato solo il socks5 con autenticazione.</p>
<p><span style="font-size: large;">Preparazione del sistema</span><br />La mia distribuzione è una Ubuntu based, quindi (almeno credo) tutte le configurazioni riportate di seguito sono funzionanti anche su Ubuntu.</p>
<p><a href="https://sites.google.com/site/diegovicentiniblog/redsocks_x64.tar.gz">QUI</a> potete trovare la mia versione compilata per <a href="https://sites.google.com/site/diegovicentiniblog/redsocks_x64.tar.gz">x64</a> con tutte le shell per la gestione dello start e dello stop (ho compilato anche per <a href="https://sites.google.com/site/diegovicentiniblog/redsocks_x32.tar.gz">x32</a>). Vi ricordo che l&#8217;eseguibile ha una dipendenza dalle librerie libevent 1.4.2.</p>
<p><span style="font-size: large;">Script di start per iptables</span><br />Utilizzo il dispatcher del NetworkManager per lanciare lo script che va a creare la chain REDSOCK su iptables (utilizzando iptables-restore)<br />Lo script va messo in /etc/NetworkManager/dispatcher.d/01firewall</p>
<pre>if [ -x /usr/bin/logger ]; then<br />        LOGGER="/usr/bin/logger -s -p daemon.info -t FirewallHandler"<br />else<br />        LOGGER=echo<br />fi<br /><br />case "$2" in<br />        up)<br />                if [ ! -r /etc/iptables.rules ]; then<br />                        ${LOGGER} "No iptables rules exist to restore."<br />                        return<br />                fi<br />                if [ ! -x /sbin/iptables-restore ]; then<br />                        ${LOGGER} "No program exists to restore iptables rules."<br />                        return<br />                fi<br />                ${LOGGER} "Restoring iptables rules"<br />                /sbin/iptables-restore -c &lt; /etc/iptables.rules<br />                ;;<br />        down)<br />                if [ ! -x /sbin/iptables-save ]; then<br />                        ${LOGGER} "No program exists to save iptables rules."<br />                        return<br />                fi<br />                ${LOGGER} "Saving iptables rules."<br />                /sbin/iptables-save -c &gt; /etc/iptables.rules<br />                ;;<br />        *)<br />                ;;<br />esac<br /></pre>
<p>Il file /etc/iptables.rules contiene la configurazione della regola da applicare al firewall ed è stata prodotta con il comando <b>iptables-save</b></p>
<pre># Completed on Tue Oct  5 16:24:40 2010<br /># Generated by iptables-save v1.4.4 on Tue Oct  5 16:24:40 2010<br />*nat<br />:PREROUTING ACCEPT [248829:58547933]<br />:OUTPUT ACCEPT [8387:566480]<br />:POSTROUTING ACCEPT [8404:567274]<br />:REDSOCKS - [0:0]<br />-A REDSOCKS -d 0.0.0.0/8 -j RETURN <br />-A REDSOCKS -d 10.0.0.0/8 -j RETURN <br />-A REDSOCKS -d 127.0.0.0/8 -j RETURN <br />-A REDSOCKS -d 169.254.0.0/16 -j RETURN <br />-A REDSOCKS -d 172.16.0.0/12 -j RETURN <br />-A REDSOCKS -d 192.168.0.0/16 -j RETURN <br />-A REDSOCKS -d 224.0.0.0/4 -j RETURN <br />-A REDSOCKS -d 240.0.0.0/4 -j RETURN <br />-A REDSOCKS -p tcp -j REDIRECT --to-ports 12345 <br />COMMIT<br /># Completed on Tue Oct  5 16:24:40 2010<br /></pre>
<p>Per verificare il corretto funzionamento potete andare a vedere il file di log /var/log/daemon.log dovreste trovare una riga del tipo <b>FirewallHandler: Restoring iptables rules</b></p>
<p><span style="font-size: large;">Script di start per RedSocks</span><br /><span style="font-size: large;"></span>Ho creato il servizio &#8220;redsocks&#8221; che ho messo sotto /etc/init.d/redsocks (ricordatevi di mettere i permessi di esecuzione)</p>
<pre>#!/bin/sh<br />### BEGIN INIT INFO<br /># Provides:          defaultdaemon<br /># Required-Start:    $syslog<br /># Required-Stop:     $syslog<br /># Default-Start:     2 3 4 5<br /># Default-Stop:      0 1 6<br /># Short-Description: Start daemon at boot time<br /># Description:       Enable RedSocks by daemon.<br />### END INIT INF<br /><br />redsocks_start() {<br />  echo -n "Starting redsocks..."<br />  PID=$(pidof redsocks)<br />  if [ -z "$PID" ]; then<br />    /usr/sbin/redsocks -c /etc/redsocks.conf<br />    PID=$(pidof redsocks)<br />  else<br />    PID="already running $PID"<br />  fi<br />  echo " ($PID)"<br />}<br /><br />redsocks_stop() {<br />  echo -n "Stopping redsocks..."<br />  PID=$(pidof redsocks)<br />  if [ -n "$PID" ]; then<br />    kill $PID<br />  else<br />    PID=" (not running)"<br />  fi<br />  echo " ($PID)"<br />}<br /><br />redsocks_restart() {<br />  redsocks_stop<br />  sleep 1<br />  redsocks_start<br />}<br /><br />redsocks_status() {<br />  PID=$(pidof redsocks)<br />  if [ -n "$PID" ]; then<br />    echo "RedSocks is running ($PID)"<br />  else<br />    echo "RedSocks is not running"<br />  fi<br />}<br /><br />case "$1" in<br />'start')<br />  redsocks_start<br />  ;;<br />'stop')<br />  redsocks_stop<br />  ;;<br />'restart')<br />  redsocks_restart<br />  ;;<br />'status')<br />  redsocks_status<br />  ;;<br />'enable')<br />  EN=$(iptables -t nat -L OUTPUT|grep REDSOCKS)<br />  if [ -z "$EN" ]; then<br />    iptables -t nat -A OUTPUT -p tcp -j REDSOCKS<br />    echo "RedSocks enabled"<br />  else<br />    echo "RedSocks already enable"<br />  fi<br />  ;;<br />'disable')<br />  EN=$(iptables -t nat -L OUTPUT|grep REDSOCKS)<br />  if [ -n "$EN" ]; then<br />    iptables -t nat -D OUTPUT -p tcp -j REDSOCKS<br />    echo "RedSocks disabled"<br />  else<br />    echo "RedSocks already disable"<br />  fi<br />  ;;<br />*)<br />  echo "Usage redsocks <start|restart|stop|status|enable|disable>"<br />  ;;<br />esac<br /><br />exit 0<br /></start|restart|stop|status|enable|disable></pre>
<p><i>NB: eseguite anche il seguente comando per permettere solo all&#8217;utente root di leggere il file di configurazione di redoscks (questo perché all&#8217;interno della configurazione ci sarà la vostra password scritta in chiaro)</i></p>
<pre>sudo chmod 600 /etc/redsocks.conf</pre>
<p>Per installare il servizio è necessario eseguire questo comando: </p>
<pre>sudo update-rc.d redsocks defaults 98 02</pre>
<p>In questo modo il servizio viene eseguito allo start del sistema. Il servizio supporta i seguenti comandi: </p>
<ul>
<li><b>start</b> &#8211; avvia il demone</li>
<li><b>stop</b> &#8211; stoppa il demone</li>
<li><b>restart</b> &#8211; stoppa e riavvia il demone</li>
<li><b>enable</b> &#8211; abilita l&#8217;utilizzo del demone</li>
<li><b>disable</b> &#8211; disabilita l&#8217;utilizzo del demone</li>
</ul>
<p>Nella mia configurazione il sistema è pronto per utilizzare RedSocks, ma volutamente non eseguo la seguente riga:  </p>
<pre>sudo iptables -t nat -A OUTPUT -p tcp -m owner --uid-owner darkk -j REDSOCKS</pre>
<p>Questo significa che la regola REDSOCKS è stata definita, ma non è utilizzata da nessuno. Eseguendo il precedente comando si da istruzione al firewall di attivare la regola. Oppure si può richiamare il servizio &#8220;redsocks&#8221; con il comando <b>enable</b>  </p>
<pre>sudo service redsocks enable</pre>
<p>Per disattivare il meccanismo è sufficiente eseguire questa istruzione  </p>
<pre>sudo iptables -t nat -D OUTPUT -p tcp -j REDSOCKS</pre>
<p>oppure richiamare il servizio con il comando <b>disable</b>:  </p>
<pre>sudo service redsocks disable</pre>
<p><span style="font-size: large;">Conclusioni</span><br /><span style="font-size: large;"></span>A questo punto il mio sistema alla partenza esegue il demone redsocks e crea la regola sul firewall. Se voglio attivare il proxy eseguo il servizio con il comando <b>enable</b>, se lo voglio disattivare con il comando <b>disable</b>.</p>
<p>All&#8217;interno del mio pacchetto trovate tutto quello che ho utilizzato.<br />Un&#8217;ottima idea può anche essere qualla di mettere un Launcher sul pannello per attivare e disattivare il servizio.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" height="27" src="" width="400" /></a></div>
<p>I launcher li ho creati in questo modo:</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" height="168" src="" width="400" /></a></div>
<p></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" height="170" src="" width="400" /></a></div>
]]></content:encoded>
					
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